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Perché non siamo pronti per la guida autonoma

Molte case automobilistiche, compagnie hi-tech e legislatori prevedono l’arrivo delle autovetture con pilota automatico (self-driving cars) per il 2021. Prima che ciò accada c’è però un argomento che merita la giusta attenzione, ossia l’evoluzione e il lancio stesso della self-driving technology.

Ad oggi, molte auto sono dotate di optional afferenti al mondo della guida autonoma – ognuna delle quali richiede l’attenzione costante del guidatore – e in molti casi c’è un bel divario tra ciò che il guidatore pensa l’auto possa fare e ciò di cui essa è realmente capace.

Ci sono, quindi, tre cose di cui tener conto quando ci si trova a parlare di guida autonoma.

Esistono vari livelli di guida autonoma
La Klashwerks ha condotto un sondaggio secondo il quale il 74% dei partecipanti ha familiarità col termine “guida autonoma”. Nonostante ciò molte persone non sanno che ci sono vari livelli di automobili dotate di tale sistema, che vanno dal semi-automatico al totalmente automatico, ossia che non richiede alcuna attenzione da parte di chi si trova in auto. Per esempio, la funzionalità di pilota automatico di Tesla rientra nel Livello 2: permette all’auto di accelerare, mantenere la posizione in corsia e cambiarla senza l’azione del guidatore, ma quest’ultimo deve tenere le mani sul volante e gli occhi sulla strada. Le auto di Livello 4 sono, invece, quasi del tutto autonome; molte case automobilistiche sono focalizzate su queste ultime, anche nel breve termine.

Le semi-automatiche non sono ancora infallibili
Mentre molte persone desiderano un futuro che sia autonomo, è necessario fare un passo indietro e valutare i progressi reali compiuti fino ad oggi. I primi test di guida autonoma, senza guidatore o semi-automatica sono finiti con incidenti, come l’incidente dell’auto a pilota automatico di Google oppure come quella di Uber che è passata a un semaforo rosso e ha guidato controsenso, oppure l’incidente del pilota automatico di Tesla che ha causato la morte del guidatore. Sono episodi significativi che possono influenzare il modo in cui le persone guardano ai benefici della guida autonoma e alla tecnologia dietro di essa.
Mentre sono stati fatti alcuni progressi – come l’auto di Uber che ha aumentato il numero di miglia percorse autonomamente – i piloti devono ancora essere pronti a prendere il controllo dell’auto in casi di emergenza o criticità. Al fine di far realmente progredire queste tecnologie, è richiesta l’esperienza del mondo reale, quindi tanto di cappello a Uber per aver sfidato ogni limite in questo senso. Il grosso rischio è che un grosso incidente, che coinvolge una famiglia o bambini, potrebbe ritardare il progresso se i legislatori reagissero aggressivamente, rallentando il tutto.

Essere distratti alla guida è un pericolo
Le distrazioni mentre si guida sono, sfortunatamente, già un grande problema. Secondo la NHTSA il numero di incidenti dovuti alla guida distratta è cresciuto dell’8.8% dal 2014 al 2015. Dato riscontrabile anche nel sondaggio di Klashwerks, dove  la metà dei partecipanti ha ammesso di stare al telefono mentre guida e il 17% si è dichiarato colpevole di scrivere messaggi. Mentre ci sono regolamentazioni messe in atto per prevenire queste distrazioni, possiamo aspettarci che le persone continuino a essere distratte anche con i progressi nella guida autonoma. Le tecnologie relative a quest’ultima si affidano all’assunto che il guidatore umano sia sempre pronto per prendere il controllo se qualcosa va storto. Ma, come ci mostrano i dati, capita ancora che gli automobilisti ignorino i segnali di pericolo, come nel caso dell’incidente fatale di Tesla.

Dato che le compagnie continuano a lanciare tecnologie di guida autonoma, possiamo aspettarci che ogni versione richiederà meno attenzione da parte del guidatore fino a quando si arriverà alla vera guida autonoma. Il pericolo cresce dato che i guidatori diventeranno più compiaciuti (delle nuove tecnologie) e meno coinvolti nella guida del veicolo. A differenza dei piloti di aerei, che hanno diversi anni di formazione alle spalle grazie ai quali hanno appreso come prendere il controllo quando l’automazione fallisce, la media dei guidatori potrebbe trovarsi in un incidente ben prima di mettere in pausa il DVD che stanno guardando.
I progressi delle tecnologie “Self-driving” e la rivoluzione automobilistica sono senza dubbio entusiasmanti ma, come ci mostrano questi esempi, la questione della sicurezza va affrontata meglio al fine di aiutare l’avanzamento dell’industria e di garantire che il pubblico sia propriamente educato al ruolo che gioca in queste tecnologie.

Fonte originale in inglese via Venturebeat.

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Giacomo Scamardella
Giacomo Scamardella
Comunicatore, organizzatore di eventi culturali, copywriter, amante della sostenibilità e community manager per vocazione. Di mentalità estremamente aperta, ha studiato e lavorato fra Firenze, Parigi e Amsterdam facendo sempre ritorno con una valigia più grande.

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