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Il carpooling del futuro

Le case automobilistiche hanno sempre disegnato veicoli per individui, famiglie, non per gruppi di estranei e ciò potrebbe essere un problema in futuro. In realtà lo è già in parte, basti guardare alla tensione creatasi da quando servizi come Uber hanno trasformato viaggi individuali, privati, in trasporto pubblico (mancanza di privacy da un lato, confusione per gli autisti dall’altro). L’avvento di autovetture autonome – veicoli per i quali ancora devono emergere interfacce utente codificate e norme sociali – complicherà ancor più le cose. Così come il carpooling diviene più popolare e i veicoli autonomi più efficienti, una cosa diventa chiara: la società ha bisogno di un nuovo tipo di automobile.

La Ideo, acclamata azienda di design, ha presentato, nel suo nuovo progetto, la più convincente visione (finora) di un futuro autonomo di ride-sharing. Esso pone l’auto al centro di un nuovo mercato, quello dove i proprietari di veicoli autonomi possono passare dall’uso privato, al carpooling (dando passaggi) o al carsharing (noleggiando l’auto a terzi), per ammortizzare i costi. I passeggeri potrebbero ridurre il prezzo dei propri viaggi facendo commissioni per il proprietario. Il progetto di Ideo immagina semplicemente cosa succede quando un’auto privata diviene una risorsa pubblica. “Stiamo incoraggiando le case automobilistiche a iniziare a tenere conto di questa nozione di interni disegnata per facilitare la condivisione continua”, afferma Danny Stillion, un partner di Ideo, a capo del progetto “Future of Automobility”.

Questo minivan futuristico è una quattro posti trasparente, disegnata per trasportare quattro passeggeri che potrebbero conoscersi o meno. Gli stessi possono prenotare un posto in anticipo e impostarlo in modalità privata o “social”. La prima attiva una tecnologia “cancella-rumori”, mentre la seconda innesca dei miglioramenti acustici che permettono di sentire meglio gli altri passeggeri. Ogni posto può quindi funzionare come ambiente discreto. “Ora come ora il carpooling è un esperienza di condivisione”, afferma Stillion. “Crediamo che le case automobilistiche coglieranno l’occasione e offriranno qualche scelta alternativa”. Guardando aldilà della privacy, Ideo ha immaginato nuovi modi che rendano l’esperienza di viaggio il più fluida possibile. Le portiere sono disegnate per aprirsi e chiudersi automaticamente, facilitando entrata e uscita, mentre una luce sotto ogni sedile permette ai passeggeri di non dimenticare oggetti personali quando escono. Uno schermata sul parabrezza mostra le informazioni riguardanti i passeggeri mentre salgono a bordo, al fine di ridurre l’imbarazzo dell’ingresso in un ambiente non familiare.

Alcuni aspetti del concept di Ideo sono già realtà o lo saranno presto. Uber, Lyft, iGoOn e altri hanno trasformato il carpooling in un modello di business. Volvo sta sperimentando l’utilizzo del bagagliaio delle auto come punto di consegna dove far lasciare posta o pacchi. Lo scorso luglio, Elon Musk ha condiviso il suo piano, che permetterebbe ai possessori di una Tesla di guadagnare dalle proprie auto quando non le usano. E non c’è carenza di startup che permettono di noleggiare l’auto di uno sconosciuto qualsiasi per un paio d’ore. “Possiamo immaginare un mondo, in un futuro non troppo lontano, dove il trasporto diventa un’utility”, dice Daniela Rus, una ricercatrice del MIT che studia il carpooling.

Allo stesso tempo, il carpooling non farà eclissare la “proprietà individuale” così presto, motivo per il quale gli studi come Ideo stanno immaginando sistemi che soddisfino entrambe le realtà. È ragionevole assumere che i dettagli, che la compagnia descrive nel suo progetto, siano in linea con i suggerimenti che Ideo sta facendo ai clienti come Ford e Lincoln. “Una delle cose che è nata nella comunità automobilistica è la nuova attenzione verso l’esperienza interna al veicolo”, dice Wendy Ju, direttore esecutivo della ricerca di design di interazione a Standford. “Ciò è generato da un lato dalla paura che Google e Apple entrino nel mercato automobilistico, dall’altro dal dover fronteggiare i nuovi modelli di mobilità come Zipcar, Lyft o Uber”.

Il concept di Ideo è una visione idealistica di quel futuro, ma Stillion crede sia realmente possibile. “Potreste non vederla succedere in una notte, ma noterete sicuramente la graduale progressione verso ciò che stiamo provocando”, afferma. In sostanza, il concept è proprio questo: una provocazione. È difficile osservarlo e non pensare a cosa potrebbe succedere al trasporto pubblico se diviene così facile ed economico viaggiare nell’auto di qualcun altro. Che metodi assicurativi bisognerebbe adottare in un modo dove anche una persona “media” diviene un autista di professione? Le nuove forme di mobilità cambieranno il modo in cui sono progettate le città, gli edifici o i posti auto?

L’idea di Ideo non risolve questi problemi ma presenta un quadro abbastanza chiaro che può essere usato dalle case automobilistiche, dai legislatori, dagli autisti e dai passeggeri per rispondere ad essi.

Fonte originale in inglese via Wired.

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Giacomo Scamardella
Giacomo Scamardella
Comunicatore, organizzatore di eventi culturali, copywriter, amante della sostenibilità e community manager per vocazione. Di mentalità estremamente aperta, ha studiato e lavorato fra Firenze, Parigi e Amsterdam facendo sempre ritorno con una valigia più grande.

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