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Vietato il carpooling a Bangalore, tra le città più inquinate d’India

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Il Dipartimento dei Trasporti della città ha dichiarato il carpooling illegale, dando tre giorni di tempo alle app come Ola e Uber di chiudere i battenti.

Secondo il Commissario dei trasporti di Karnataka, MK Aiyappa, i taxi sarebbero penalizzati dal carpooling perché sono costretti a terminare i viaggi per ogni singola tratta senza la possibilità di effettuare fermate multiple dove raccogliere altri passeggeri. L’amministrazione si è quindi attaccata al cavillo legale secondo il quale solo il permesso rilasciato dalla Società dei Trasporti Metropolitani di Bangalore consente di dare passaggi su determinate tratte, mettendo il dito nella piaga in una città da tempo stremata dal traffico e dall’inquinamento.
Ayappa ha anche affermato che il governo potrebbe intervenire a favore del carpooling tramite decreto esecutivo, se gli operatori di settore locali faranno valere le loro motivazioni (e i loro interessi), facendo risultare l’argomento di “pubblico interesse”.
Così il portavoce di Uber in India: “Vorremmo ribadire che UberPOOL è totalmente legale. Continueremo a discutere col Dipartimento dei trasporti e il governo di Karnataka, dato che i sistemi di carpooling sono il futuro della mobilità urbana, aiutano a decongestionare le città mettendo più persone in meno auto e consentendo agli autisti di muoversi in città in maniera più economica”

Il divieto peserà sicuramente sugli introiti delle compagnie di carpooling dato che Bangalore fa parte della fetta di mercato più grande insieme a Delhi e Mumbai.

Fonte originale in inglese via IndiaTimes.

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Giacomo Scamardella
Giacomo Scamardella
Comunicatore, organizzatore di eventi culturali, copywriter, amante della sostenibilità e community manager per vocazione. Di mentalità estremamente aperta, ha studiato e lavorato fra Firenze, Parigi e Amsterdam facendo sempre ritorno con una valigia più grande.

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